Member Publications

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Beatrice Barbalato (dir.), Le carnaval verbal d’Ascanio Celestini, Bruxelles, Ed. Peter Lang, 2011. 281 p. ISBN 978-90-5201-734-1.

http://www.peterlang.com/
La carnaval verbal d'Ascanio Celestini
Il teatro italiano di narrazione o di parola si è affermato in crescendo negli ultimi decenni. A partire da Dario Fo la figura di giullare è tornata in auge. Altri artisti come Marco Paolini hanno ripreso il testimone e continuato la corsa. Anche Ascanio Celestini si iscrive in questo solco in una maniera tutta sua, perché non somiglia se non a se stesso.

Le carnaval verbal d’Ascanio Celestini, a cura di Beatrice Barbalato, è uno studio condotto da accademici e da uomini di spettacolo (direttori di teatro, registi, attori, musicologi), sul teatro di narrazione di Celestini. Teatro senza spettacolo per usare una locuzione di Carmelo Bene, senza re-citazione, un corpo ‘in’ traversato da una voce ‘off’ che riporta voci e storie altrui.

I saggi, in italiano e in francese, analizzano di questa drammaturgia la struttura della narrazione e della lingua, il rapporto con la Storia, il carattere rituale delle performances. L’oralità cangiante di Celestini che improvvisa in scena delle battute, sottrae e aggiunge inserti, quale forma drammaturgica può assumere in un’altra lingua? È una domanda alla quale i diversi saggi del libro rispondono analizzando, per fare un esempio, la realizzazione de La Fabbrica per la regia di Charles Tordjman per il Théâtre des Abbesses a Paris ; o Histoires d’un idiot de guerre tradotta da Pietro Pizzuti, o l’interpretazione di Fabbrica dell’attore Angelo Bison, queste due ultime pièces andate in scena per il Théatre Rideau di Bruxelles.

Le opere di Celestini per sua stessa affermazione non vogliono comunicare nulla di metaforico, o di allusivo. E forse anche questo aspetto aiuta la traduzione. Il concetto di ipertesto, così in auge in tanta letteratura contemporanea, cade. Celestini procede per paratassi raccontando sullo stesso piano sia avvenimenti certi che fantasticherie, un brano segue l’altro senza subordinazione per importanza gerarchica. Il filo rosso, che è sopra i singoli fatti narrati, e li tiene in un tutto unito, è costituito principalmente dal registro autoironico. L’idea che ne riceviamo è di essere sempre ad un primo livello interpretativo. Anche perché come spettatori siamo situati in media res, compartecipando ad uno spazio scenico costruito sempre con una geometria essenziale, uno spazio che può essere addobbato immaginativamente. Celestini è solo in scena, spesso senza muoversi o quasi.

La ‘bassetta nana’, che non arriva a leggere gli annunci affissi troppo in alto, – un personaggio evocato in absentia in Radio clandestina – , delimita lo spazio scenico alto/basso in un gioco geniale. Ne scaturisce una drammaturgia non più monologica, ma giocata fra due personaggi.

Come spettatori non siamo vessati dal peso di idee pregresse. Sebbene il teatro di Celestini sia fortemente ideologico, non vi si trova alcuna raffigurazione figée, alcun ricorso a icone sociologiche o politiche. «La culture ouvrière, c’est un vocable pour une thèse de sociologie, d’anthropologie», afferma Jean Louis Colinet nel capitolo dal titolo significativo « Moi, je n’ai pas l’impression d’avoir vu des spectacles distincts. Je les mélange». Colinet, direttore del Théâtre National de la Communauté Française de Belgique ha invitato ogni anno Celestini al Festival des libertés.

Celestini è un nomade nella propria stessa cultura, proprio secondo l’idea che Gilles Deleuze e Felix Guattari danno delle lingue e culture minori: marginalizzate sì per essere minori, ma capaci per questo di creare dei microcosmi, che rendono dialettica, minorandola, la Storia.

[added 1 February 2012]

Christian Uva (a cura di), Strane storie. Il cinema e i misteri d’Italia, Rubbettino, Soveria Mannelli (CZ), 2011, pp. 240. ISBN 9788849830781

Le stragi di Portella della Ginestra, Piazza Fontana, Brescia, Ustica, Bologna o i tentati golpe De Lorenzo e Borghese, i “casi” Mattei, Moro, Ambrosoli e l’omicidio di Pier Paolo Pasolini o il G8 di Genova: sono alcune tra le principali “strane storie” che costellano la vicenda repubblicana italiana, nodi apparentemente inestricabili di un passato/presente che il volume intende ripercorrere proiettandone la visione e l’interpretazione nella cornice del grande schermo cinematografico. Il testo adotta uno sguardo ad ampio raggio capace di rendere conto del cinema d’autore e documentario così come di quello di genere, ma anche di molta produzione televisiva, delineando una mappa completa e dettagliata dei titoli che, nel corso degli ultimi quarant’anni, hanno fronteggiato le questioni più scottanti di un’epoca ancora densa di ombre. I contributi raccolti anal izzano in tale prospettiva alcuni capolavori della storia del cinema italiano ma anche film del tutto sconosciuti, evidenziando le modalità in cui, negli uni e negli altri, l’immaginario dei cosiddetti “misteri italiani” ha trovato spazio di trattazione. L’intento è quello di proporre una nuova lettura di uno spaccato di cinema e di storia italiani che possa altresì gettare una pur minima luce sulle zone più buie della nostra “notte della repubblica”.

Christian Uva è Ricercatore presso l’Università Roma Tre dove insegna Istituzioni di storia e critica del cinema e Teorie e pratiche del cinema digitale. È membro dell’editorial panel della rivista internazionale «The Italianist Film Issue» ed è direttore della collana “Cinema” di Rubbettino editore. Ha scritto numerosi saggi sul cinema italiano e sul nuovo orizzonte filmico delineato dalle tecnologie digitali. Tra le sue pubblicazioni: Schermi di piombo. Il terrorismo nel cinema italiano (Rubbettino, 2007), Il terrore corre sul video. Estetica della violenza dalle BR ad Al Qaeda (Rubbettino, 2008), Impronte digitali. Il cinema e le sue immagini tra regime fotografico e tecnologia numerica (Bulzoni, 2009) e Ultracorpi. L’attore cinematografico nell’epoca della digital performance (Bulzoni, 2011).

Collana Cinema diretta da Christian Uva

La collana include pubblicazioni che, contemplando il cinema come principale campo d’indagine, ne allargano l’orizzonte interpretativo in direzione di discipline, ambiti espressivi e contesti mediali limitrofi. I testi in catalogo sono caratterizzati da un rigore scientifico che li rende a tutti gli effetti “oggetti” collocabili nel settore accademico.
La scelta dei titoli tiene altresì in considerazione la loro capacità di posizionarsi sul “mercato”, attirando in tal senso l’attenzione non solo degli addetti ai lavori, ma anche dei semplici appassionati.

La produzione della collana è suddivisa nelle seguenti categorie:

Lo schermo e la storia (il cinema, la storia, la politica, la società)
Passaggi di confine (il cinema, la letteratura e le altre arti)
Nuovi orizzonti (il cinema, le nuove tecnologie, i new media)
Focus (monografie su autori o film)

[added 11 November 2011]

La pagina a fianco. Saggi su narratori e poeti contemporanei, Salvatore Sciascia Editore, 2011 (Allesandro Di Prima)

La pagina a fianco
Questo volume raccoglie saggi che vanno da Tomasi di Lampedusa a Sciascia, da Montale a Giovanni Giudici, da Alberto Bertoni a Fabrizio Lombardo e Giancarlo Sissa. A essere esaminate sono alcune componenti chiave della loro poetica: il paesaggio, il linguaggio, le forme della narrazione, i rapporti del soggetto con la città contemporanea. La declinazione di questi motivi compone una precisa “grammatica” che pone al suo centro i temi della morte, del nulla, del rapporto fondamentale tra silenzio e poesia, della degradazione della forma-città – allegoria delle forme della vita stessa. Questa grammatica è così riconducibile al tema del tempo. Ma al centro di questo “quadrato” sta la presenza cruciale della parola poetica.

Alessandro Di Prima ha conseguito un Ph.D in Letteratura italiana presso la National University of Ireland, Galway dove ha insegnato lingua e letteratura italiana dal 2006 al 2011. I suoi interessi spaziano dai cultural studies alla teoria letteraria. È membro del Centro Studi di Teoria della Narrazione dell’Università di Bologna diretto dal Prof. Barnaba Maj. Dirige La Libellula. Rivista di Italianistica on line. Ha pubblicato i testi di poesia Per luce residua, Bologna, 1999, e atlante del padre, Bologna, 2003, che hanno vinto diversi premi letterari. È presente in antologie quali: Àkusma – forme della poesia contemporanea, Pesaro, 2000; Nuovi poeti italiani, Genova, 2005; Trent’anni di Novecento, Bologna, 2005. Sul versante critico ha pubblicato articoli e interventi su riviste e volumi collettanei. È autore di L’eresia di un’empia speranza. La poesia di Giovanni Giudici (1993-1999), Salvatore Sciascia Editore, 2010, e La pagina a fianco. Saggi su narratori e poeti contemporanei, Salvatore Sciascia Editore, 2011.

[added 12 September 2011]








L’eresia di un’empia speranza. La poesia di Giovanni Giudici (1993-1999), Salvatore Sciascia Editore, 2010 (Allesandro Di Prima)

L'eresia di un'empia speranza
Il presente volume si concentra in particolare sullo studio dell’ultima produzione di Giovanni Giudici, uno dei più significativi poeti del nostro secondo Novecento. L’analisi dimostra il disegno e la tenuta concettuali sottesi ad ognuno dei libri presi in esame e intesi come unico percorso diacronico, oltre alla forza straordinaria della lingua sempre comunicativa del poeta. La suggestione che si ricava dalla considerazione di ogni testo è quella di una ridefinizione della trilogia degli anni Novanta e di una sua più giusta collocazione all’interno della poetica giudiciana. Le ultime tre raccolte possono essere così considerate come tre cantiche moderne e allegoriche delle virtù teologali: speranza, carità e fede; vale a dire come una religione della parola in cui ad essere celebrato è il culto metapoetico della poesia quale “grazia illuminante”.

Alessandro Di Prima ha conseguito un Ph.D in Letteratura italiana presso la National University of Ireland, Galway dove ha insegnato lingua e letteratura italiana dal 2006 al 2011. I suoi interessi spaziano dai cultural studies alla teoria letteraria. È membro del Centro Studi di Teoria della Narrazione dell’Università di Bologna diretto dal Prof. Barnaba Maj. Dirige La Libellula. Rivista di Italianistica on line. Ha pubblicato i testi di poesia Per luce residua, Bologna, 1999, e atlante del padre, Bologna, 2003, che hanno vinto diversi premi letterari. È presente in antologie quali: Àkusma – forme della poesia contemporanea, Pesaro, 2000; Nuovi poeti italiani, Genova, 2005; Trent’anni di Novecento, Bologna, 2005. Sul versante critico ha pubblicato articoli e interventi su riviste e volumi collettanei. È autore di L’eresia di un’empia speranza. La poesia di Giovanni Giudici (1993-1999), Salvatore Sciascia Editore, 2010, e La pagina a fianco. Saggi su narratori e poeti contemporanei, Salvatore Sciascia Editore, 2011.

[added 12 September 2011]







Scrittura, riscrittura, autoesegesi: voci autoriali intorno all’epica in volgare. Boccaccio, Tasso (Roberta Ricci)

In molte occasioni, e nel corso dei secoli, gli scrittori sono intervenuti in termini critici sulla polivalenza della loro produzione letteraria, stendendo articolati interventi apologetici ed elaborando sistematici corredi esegetici, nel tentativo di fare i conti con il proprio disegno compositivo e con il pubblico, sia contemporaneo che a venire. La finalità della letteratura diviene così oggetto di riflessione secondo il punto di vista esposto dagli artisti lettori di se stessi, mentre superano la distinzione medievale fra coloro che agunt de arte e coloro che agunt per artem, ovvero coloro che teorizzano sulla letteratura e coloro che ne sono i creatori. Qui interessa la contemporaneità e persino la compresenza delle due azioni. I capitoli proposti analizzano due momenti peculiari nella storia del poema epico in volgare dacché sollevano nuovi spunti di riflessione attinenti non semplicemente a questioni critiche per così dire endogene, bensì alla pratica autoesegetica che i due autori selezionati mettono in moto in maniera sistematica intorno alla loro epica. Il Teseida di Boccaccio, da una parte, e la Gerusalemme Liberata di Tasso, dall’altra, segnano un vasto territorio storico-culturale che vede nei primi secoli della nostra letteratura la nascita, la trasformazione e l’esaurimento del genere letterario par excellence. In entrambi i casi interessa la modalità morfologica dell’ermeneutica d’autore e la funzione da essa svolta all’interno della natura polisemica della comunicazione letteraria.

Roberta Ricci, laureata in Storia della Letteratura moderna e contemporanea presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Pisa, ha conseguito il dottorato di ricerca in Letteratura italiana alla Johns Hopkins University (Baltimora, USA). Vive negli Stati Uniti ed è professore associato di Letteratura italiana presso il Bryn Mawr College (Philadelphia). I suoi studi riguardano soprattutto problematiche filologiche legate alle varianti, alla paratestualità e al commento con speciale riferimento alla tradizione epica manoscritta del Medio Evo e del Rinascimento italiano.

[added 1 April 2011]

Il fascismo e gli italiani all’estero, Bologna, Clueb, 2010, 160 pp., € 14, ISBN: 978-88-491-3388-2. (Matteo Pretelli)

Book can be acquired by writing to info@clueb.com.

[added 1 November 2010]

Quaderno di Italiano per stranieri
(Annalisa Papaleo)

L’idea è nata in classe con l’esperienza diretta con gli studenti. È difficile per noi insegnanti di lingua straniera trovare il libro perfetto per lo studente perfetto! Tante sono le esigenze, tante le variabili, tante le tipologie di studente (età, provenienza, professione) e i motivi per cui ci si accinge a studiare una lingua nel proprio paese o all’estero.

Il Quaderno di Italiano per stranieri è stato pensato e strutturato come un eserciziario, da usare in classe in modo creativo dall’insegnante, oppure dallo studente autodidatta che si avvicina alla lingua italiana per la prima volta o che vuole rivedere la sua conoscenza linguistica.

Ciò è possibile perché il quaderno include le soluzioni degli esercizi oltre al fatto che presenta una struttura molto semplice. Con riferimento al Quadro comune europeo per le lingue, il percorso del libro permette allo studente di partire da un livello A1 e di raggiungere un livello B1. La grammatica, presentata in maniera semplice e schematica, è trattata nella sezione Elementi linguistici e grammaticali; nella sezione Leggiamo brevi dialoghi descrivono alcune situazioni comunicative che l’insegnante può utilizzare come punti di partenza o di arrivo per le sue attività e che potrà modificare a suo piacimento, mentre Impariamo a… e Schede lessicali offrono ulteriori situazioni linguistiche didattizzabili a seconda del contesto classe.

Data la sua impostazione, il libro non intende considerarsi o sostituirsi ad una grammatica della lingua italiana, si presta piuttosto per corsi brevi di Italiano come L2. All’insegnante si consiglia di utilizzarlo come riterrà opportuno mescolando gli ingredienti a sua disposizione quali libertà, creatività e fantasia.

Uso quotidianamente il libro per i miei corsi al Training Centre of Excellence delle United Nations ed è stato già usato dalla Scuola di Italiano per stranieri “Apulia” a Lecce e “Domus Aurea” a Roma e confermo la sua validità e la sua efficienza essendo semplice e adattabile a qualunque contesto classe.

Chi fosse interessato al libro può ordinarlo online o contattando la libreria:
Samarcanda Libri e Caffè s.r.l.
via L. Romano, 23
73100 Lecce
Telefax 0832 523416
email: libreria@samarcandalibri.com

Per qualsiasi domanda potete contattarmi al seguente indirizzo: annybooks@email.it

[added 1 November 2010]

I giovani raccontano gli anziani. Il contributo del VideoConcorso Francesco Pasinetti alla riflessione su invecchiamento, dialogo intergenerazionale e trasmissione culturale in Italia. Venezia: Cafoscarina, 2010
(Rita Cavigioli)

The book, which combines socio-cultural investigation and textual analysis of a video-short selection, originates in the study of Italian intergenerational dynamics and the assumption that Italy’s dramatic socio-demographic trends affect the ways in which younger people construct cultural views about aging, age relations and life-stage expectations. The author’s source is a student video competition, through which a wide range of issues pertaining to the preservation of the heritage of Greater Venice have coalesced into the original thematic focus, youth’s age narratives. Her goals are to document the ways in which the core intergenerational discourse engenders and interacts with other discourses (e.g., those of local history, occupational and environmental politics, gender, migration) and to ground her contribution toward a “pedagogy of aging” in the interdisciplinary study of a territory.

[added 5 October 2010]

Fra letterati e galantuomini. Notizie e inediti del primo Baretti inglese, Firenze: Società Editrice Fiorentina, 2010
(Francesca Savoia)

A tutt’oggi, una valutazione critica di Giuseppe Baretti davvero complessiva ed equilibrata, vale a dire una valutazione che riesca ad abbracciare i settant’anni della sua movimentata esistenza e sappia tener conto di tutte le fasi della sua svariata attività, mettendole in debita relazione fra loro, resta difficile a formularsi. La natura dell’intervento culturale barettiano (spesso polemica, capricciosa e frammentaria), l’uso ch’egli faceva di più lingue, e la dispersione o mancanza di materiali riguardanti anche ampie porzioni della sua carriera, sono forse ragioni di per se stesse sufficienti a spiegare la persistente incompletezza dell’edizione critica delle opere barettiane. Il presente studio prende in considerazione documenti inediti o poco noti risalenti al periodo del primo soggiorno inglese dello scrittore, e ne rivisita, alla luce di quelli, altri già conosciuti. Esso va così a colmare, almeno in parte, una delle lacune più vistose nella trama della vicenda umana e intellettuale di Baretti (appunto i primi, cruciali dieci anni a Londra) e si propone come nuovo invito a cercare di superare quanti ostacoli ancora restano ad una piena comprensione e giusta determinazione dell’indubbio valore del suo contributo.

[added 1 September 2010]

Emanuele Pettener, Nel nome del padre, del figlio, e dell’umorismo: i romanzi di John Fante (Volume 1, 9788876673863), and Anthony Julian Tamburri, Una semiotica dell’etnicità: nuove segnalature per la scrittura italiano/americana (Volume 2, 9788876673870)

nel_nome   una_semiotica
The Florentine publishing house, Franco Cesati Editore, has just launched a new book series entitled Americana. The series’s name and cover design hark back to the historical series founded and edited by Elio Vittorini for the publishing house, Einaudi, of Turin, Italy. Because the overall objective of the series is to help create a greater dialogue between American and Italian scholars, all books are published in Italian.

Americana is directed by CUNY Professor Anthony Julian Tamburri, Ph.D., Dean of the John D. Calandra Italian American Institute (Queens College). The series is dedicated to the relationship between Italy and the United States, with particular regard to the cultural and historical experience of Italians in the United States. The subject matter of books will vary, ranging in topics from the fields of anthropology, film, history, literature, etc.

These first two volumes were released this past April. Forthcoming volumes will include a book by Queens College Distinguished Professor Fred Gardaphe.

Emanuele Pettener’s Nel nome del padre, del figlio, e dell’umorismo: i romanzi di John Fante examines John Fante’s novel through the lens of humor and satire. Pettener demonstrates how Fante was a much more self-reflective writer whose humor, at time pungent, has really been overlooked. In so doing, Pettener also questions the range and scope of what has been traditionally considered to be autobiographical fiction, as Fante’s novels seems to counter straight-forward fictional autobiography.

Anthony Julian Tamburri’s Una semiotica dell’etnicità offers his reader a range of ideas on how one could—especially in the second decade of this third millennium, by which time the cultural barriers of all kinds were crossed in various ways—re-examine the cultural products of many different Italian-American writers. This volume, therefore, offers an even broader theoretical framework of the central point of the Tamburri’s previous writings in English, which, with this book in Italian, now enter into dialogue with the American Studies literary establishment in Italy.

[added 19 August 2010]

Armor and Masculinity in the Italian Renaissance (Toronto Italian Studies) [Hardcover] released July 30, 2010
(Carolyn Springer)

During the Italian Wars of 1494 to 1559, with innovations in military technology and tactics, armour began to disappear from the battlefield. Yet as field armour was retired, parade and ceremonial armour grew increasingly flamboyant. Displaced from its utilitarian function of defense but retained for symbolic uses, armour evolved in a new direction as a medium of artistic expression.

Luxury armour became a chief accessory in the performance of elite male identity, coded with messages regarding the owner’s social status, genealogy, and political alliances. Carolyn Springer decodes Renaissance armour as three-dimensional portraits through the case studies of three patrons of luxury armourers, Guidobaldo II della Rovere (1514-75), Charles V Habsburg (1500-58 and Holy Roman Emperor from 1519-56), and Cosimo I de’Medici (1519-74). A fascinating exposition of male self-representation, Armour and Masculinity in the Italian Renaissance explores the significance of armour in early modern Italy as both cultural artefact and symbolic form.

Carolyn Springer is professor of Italian at Stanford University. (View Carolyn Springer’s works on Amazon.)

[added 19 August 2010]

Il grande risveglio. Il movimento delle donne nell’America profonda, Franco Angeli, 2010
(Angela Jeannet)

“Una testimonianza dell’impatto capillare che il movimento delle donne ebbe negli Stati Uniti. Attraverso l’evocazione di un luogo e di un momento storico, il racconto di ciò che accadde a Lancaster, in Pennsylvania, rivela quanto rivoluzionaria possa essere la visione del mondo da parte delle donne, anche di quelle che non si definiscono radicali e non si identificano nel movimento femminista.”
[http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_Libro.asp?ID=18290&Tipo=Libro&titolo=Il+grande+risveglio.+Il+movimento+delle+donne+nell%27%27America+profonda]

[added 19 May 2010]

Travel Guide to World War II Sites in Italy: Museums, Monuments, and Battlegrounds
(Anne Leslie Saunders)

This new guidebook provides tours of over one hundred WWII memorial sites in central and northern Italy. Most of these sites relate to the Resistance or the Italian campaign (1943-45). Some are well-known, such as the monuments at Sant’Anna, while others are rarely noted. Each chapter’s tours focus on a specific city or region and include historical summaries. Chapter titles are:

  • Chapter 1: Introduction, Italy 1914-1945
  • Chapter 2: Cassino and Caserta
  • Chapter 3: Pomezia, Anzio, Nettuno,and Borgo Faiti
  • Chapter 4: Rome (Part A)
  • Chapter 5: Rome (Part B)
  • Chapter 6: From Ortona to Rimini, and on toward Bologna
  • Chapter 7: Sites between Florence and Imola
  • Chapter 8: Lucca and Western Tuscany
  • Chapter 9: Sites between Lucca and Bologna
  • Chapter 10: Bologna
  • Chapter 11: Day trips from Bologna
  • Chapter 12: Trieste
  • Bibliography

Anne Leslie Saunders is a Research Associate and retired professor in the Department of Classics at the College of Charleston, in Charleston, South Carolina.

[added 05 May 2010]

Narrating from the Archive: Novels, Records, and Bureaucrats in the Modern Age
(Marco Codebo)

New book released:

Narrating from the Archive describes the historical development of the archival novel, a fictional genre where the narrative stores records, bureaucratic writing informs language, and the archive functions as a frame that structures the text’s content and meaning in a manner intended to enhance and empower the reader’s comprehension of the text. Archival novels have been published since the eigtheenth century to the present; they are rethorically delivered by an archival authority in the text, and they describe archives, narrate archival adventures (story of researches, identifications, and writing set in the archive), and/or discuss issues of relevance in archival discourse.

Narrating from the Archive aims to prove that novelistic writing’s goal is the creation of permanent records of ordinary human beings’ life and that tools forged in archives for storing and arranging information have been instrumental to the fulfillment of this objective. The archival novel is the genre that turns the novel’s archival, subterranean component into the key feature of its own novelistic world; what is hidden in traditional novels instead emerges in the open in archival fiction.

Marco Codebo is assistant professor of Italian and French at Long Island University.

[added 15 April 2010]

Dante’s Journey to Polyphony
(Francesco Ciabattoni)

New book released:

In Dante’s Journey to Polyphony, Francesco Ciabattoni’s erudite analysis sheds light on Dante’s use of music in the Divine Comedy. Following the work’s musical evolution, Ciabattoni moves from the cacophony of Inferno through the monophony of Purgatory, to the polyphony of Paradise and argues that Dante’s use of sacred songs constitutes a thoroughly planned system. Particular types of music accompany the pilgrim’s itinerary and reflect medieval theories regarding sound and the sacred.

Combining musicological and philological scholarship, this book analyzes Dante’s use of music in conjunction with the form and content of his verse, resulting in a cross-discipline analysis also touching on Italian Studies, Medieval Studies, and Cultural History. After moving from infernal din to heavenly harmony, Ciabattoni’s final section addresses the music of the spheres, a theory that enjoyed great diffusion among the early middle ages, inspiring poets and philosophers for centuries.

Francesco Ciabattoni is an assistant professor in the Department of French at Dalhousie University.

http://www.utppublishing.com/pubstore/merchant.ihtml?pid=10487&step=4

[added 08 March 2010]